Iran, le autorità ai rifugiati afghani: “Combattete per Assad o tornate a casa”

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Peggiora!! E meno male che ci sono le elezioni già decise, credevo non esistesse peggio al peggio.

No Pasdaran

liwa fatemiyoun

In Europa, ormai da anni, la questione del trattamento dei migranti e’ al centro del dibattito politico. In questi giorni, quindi, proprio in Italia si sta svolgendo un interessante e duro dibattito sul tema del salvataggio delle vite dei migranti e il ruolo delle organizzazioni non governative.

Mentre tutto questo scontro sui diritti e sulle relazioni illecite si svolge nel mondo democratico, in altre parti del globo, i rifugiati sono trattati – senza troppi problemi – come carne da macello, pronti ad essere inviati a morire in nome di dittatori brutali come Bashar al Assad.

E’ proprio quello che accade, da troppo tempo, ai rifugiati afghani che giungono in Iran. Questi disperati, sciiti di etnia Hazara, arrivano nella Repubblica Islamica per cercare una nuova vita. Quello che ottengono, e’ praticamente un trattamento disumano e minacce. Teheran, infatti, impone ai rifugiati afghani di scegliere tra l’arruolamento nella…

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Ottobre

A fine mese si fa un piano per il mese successivo, dopo aver pensate –se del caso –riflettuto – si può procedere.

Altrimenti, è opportuno prendersi un altro o giorno o due. Non avrebbe senso farlo male. E siamo ancora al 27 ottobre. Se c’è un blocco (qualsiasi sia il motivo) utilizzare un manuale, auspicabilmente di livello medio-alto, in libreria.

L’Amministore

il vero resistere

Chiamiamo invece Ribelle chi nel corso degli eventi si è trovato isolato, senza patria, per vedersi infine consegnato all’annientamento. Ma questo potrebbe essere il destino di molti, forse di tutti – perciò dobbiamo aggiungere qualcosa alla definizione: il Ribelle è deciso a opporre resistenza, il suo intento è dare battaglia, sia pure disperata. continua sul Reazionario

Ernst Jünger